Sono uno sportivo settimese, convinto che lo sport sia il modo più sano per educare i nostri giovani.
Quando questo diventa una fonte di voti, lo sport passa in secondo piano; cosi è successo nel nostro paese.
Negli anni 90 avevamo una scuola calcio riconosciuta in gran parte della nostra isola, che è stata rovinata per il voler apparire più grandi di quelli che possiamo garantire di essere.
Ma già in quel periodo la politica cominciò a voler gestire tutto, senza riconoscere mai i propri errori.
Adesso si è toccato proprio il fondo, distruggendo un patrimonio del paese.
Sarebbe stato meglio cercarsi i voti altrove perchè lo sport a questi livelli è solo dare e non ricevere, e certe persone non hanno queste specialità.
Ma adesso mi domando dove erano gli amministratori?
Coloro che dovrebbero vigilare visto che finanziano con soldi pubblici.
Sono convinto che per rilanciare lo sport sia necessario che la politica ne stia fuori e lo sport sia gestito da chi crede nei valori umani per valorizzare i nostri giovani, farli crescere prima di tutto da uomini,e se hanno delle capacità sportive dare l’opportunità di esprimere il proprio valore.
Il mio augurio è che si faccia tesoro degli errori commessi, per ripartire con entusiasmo,
cercando di svolgere il proprio dovere nel miglior modo possibile.
2 comments:
Caro Gianni, come disse un famoso calciatore " Sono pienamente d'accordo a metà con le tue affermazioni." Politica e sport possono viaggiare assieme se viaggiano sullo stesso binario ma se per caso c'è un improvviso cambio di binario, tutto va a monte. Questo è quello che è successo nella vostra comunità e non solo nella vostra... Prima di tutto bisogna distinguere sport e calcio: la mia opinione è che i finanziamenti dell'amministrazione comunale devono andare a finire nelle casse delle società presenti nel territorio in proporzione al loro numero di iscritti, perchè gli iscritti ad una società di tennis sono cittadini che pagano le tasse e hanno gli stessi diritti di coloro che prendono a calci un pallone... e soprattutto perchè parliamo di sport amatoriale e non di professionismo. A Settimo, Sinnai, Ussana o Dolianova può nascere anche un ballerino (a Settimo avete un esempio) non per forza uno Zola; se poi arriva Zola ben venga; ma quello che tengo a precisare è che la politica deve prendere le distanze dallo sport come bacino di voti; un amministratore che finanzia tutti in modo uguale con delle regole precise seguendo e attuando un regolamento comunale indipendentemente dai colori politici credo possa solo trarre giovamento da tutto questo, ma se si inzia a dire "Cussu no pigada nudda poitta esti su fillu de Benitu o de Palmiru" non si va da nessuna parte e lo sport va in rovina. Dalle rovine se ne esce guardando in avanti e cercando di riprendere il binario iniziale. La politica deve aiutare lo sport ammirandolo dalle tribune e passando dalla cassa!!! Un abbraccio Gianluigi
Mi sono trovato per caso su questo sito, e leggendo questa lettera mi sono sentito coinvolto pur senza conoscere le vere ragioni di chi ha voluto mettere in evidenza questa realtà.
Essendo sportivo da tanto tempo, prima come praticante e poi in veste dirigenziale mi trovo pienamente d’accordo, la politica cerca sempre di inserirsi negli ambienti dove si presume ci sia un ritorno di consensi.
Essendo ormai evidente che anche lo sport riesce a coinvolgere molte persone risulta una parte di società da coccolare.
Sarebbe bello che tutto fosse come dice il politico, ma sicuramente quello che lui dice non corrisponde a verità in tutte le realtà. Lui, che sicuramente sa come funzionano queste cose, sa che seppur non sia giusto usare lo sport per ottenere consensi politici è una cosa abbastanza diffusa.
Fare questo uso dello sport, non è sicuramente corretto nei confronti di chi come me, regala tempo e spesso anche risorse economiche per il bene dell’attività sportiva,ma risulta abbastanza comune che la politica non agisca sempre nell’interesse dello sport per ottenere i consensi che cerca.
Con questo non voglio dire che non esistano delle realtà esemplari in questo senso, ma la mia esperienza mi fa tenere ben presenti anche le realtà in cui la politica è stata e continua ad essere dannosa per lo sport.
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